Perchè stiamo male? Perchè facciamo sempre gli stessi errori?

Una regola fondamentale è costituita dalla tendenza a mantenere un elevato tasso di coerenza interna.

Al posto del conflitto si introduce la teoria della dissonanza cognitiva. Ogni volta che nel sistema di conoscenza vengono introdotte informazioni incongruenti, si genera una condizione di disagio soggettivo che tende ad essere ridotta mediante vari meccanismi. A tal fine possono essere individuati e descritti veri e propri meccanismi di difesa che, in questo caso, sono finalizzati, non più a gestire un conflitto, inteso in senso energetico, ma piuttosto a proteggere il sistema da un incremento del disordine e quindi dell’entropia concettualizzata in senso informatico.

Tali meccanismi possono agire disattivando la dissonanza cognitiva tramite operazioni logiche quali, per esempio, l’auto-inganno e l’introduzione di ipotesi ad hoc.

L’auto-inganno è un meccanismo descritto da Guidano, consistente nell’effettuare operazioni tendenti a mantenere in equilibrio il sistema di conoscenza. L’introduzione di ipotesi ad hoc è un meccanismo descritto da Popper nell’ambito delle tecniche utilizzate da chi non acceta di vedere falsificate le proprie teorie.

 

QUALI SONO I MECCANISMI DIFENSIVI?

Altri meccanismi descritti da Beck intervengono invece nella fase di acquisizione ed elaborazione della informazione, operando attivamente per non introdurre informazioni discrepanti con quelle all’interno del sistema di conoscenza.

Tali meccanismi sono i seguenti:

Inferenza arbitraria: una conclusione non congruente con la premessa es. per un fobico: si sta incrementando la frequenza cardiaca (premessa) – sto per avere un infarto ( conclusione arbitraria)

Astrazione selettiva: generalizzare un particolare decontestualizzandolo. Es. una persona è morta a causa dell’influenza, il paziente decontestualizza tale dato da altri, per esempio il fatto che quel paziente fosse cardiopatico. Così si arriva alla conclusione che di influenza si muore facilmente.

Eccessiva generalizzazione: un dato contingente costituisce la base di una teoria generale. Es. una paziente depressa viene tradita dal fidanzato, lei conclude che tutti gli uomini sono traditori.

Amplificazione: il dato di realtà viene eccessivamente enfatizzato es. un depresso riceve una piccola critica e la vive come una squalifica globale.

Minimizzazione: il dato di realtà, generalmente positivo, viene svalutato. Es. un pa depresso supera brillantemente un esame e lui “era facile”.

Personalizzazione: si riferisce a se stessi un accadimento di portata generale es. durante un temporale che arreca molti danni in città, un fulmine danneggia il televisore “è possibile che succedano tutte a me?”

Etichettamento: attribuire continuamente un’etichetta semantica negativa ad alcuni fenomeni.

Per esempio ogni algia precordiale viene etichettata come un infarto in arrivo.

Pensiero dicotomico: vengono abolite le sfumature o un lavoro è perfetto o è del tutto negativo. Es se non posso preparare un pranzo completo non ha senso cucinare.

 

 

COSA SONO GLI SCHEMI DISFUNZIONALI? COME SI PALESANO?

I disturbi della conoscenza sono riconducibili alla presenza di schemi disfunzionali e rigidi che si attivano in condizioni critiche.

La presenza di schemi disfunzionali si palesa grazie alla produzione di pensieri automatici. I pensieri automatici attivano forti emozioni negative e sequenze comportamentali disfunzionali quali l’evitamento nei fobici, il rituale negli ossessivi, l’abbuffata nei bulimici, il digiuno nell’anoressia, il blocco delle attività nei depressi.

I meccanismi di difesa, se da un lato sortiscono un effetto tattico positivo, perché riducono temporaneamente lo stato di malessere, di fatto impediscono al sistema di evolvere, cristallizzando pattern patologici disfunzionali all’interno di una ricorsività patologica che tende ad automantenersi. Scaturisce quindi la necessità, nell’ambito dell’approccio terapeutico di interrompere questi circoli viziosi e promuovere invece la possibilità di emettere nuovi comportamenti che consentano la ripresa di un processo evolutivo. Solo un’evoluzione dei patterns di funzionamento del Sé ai diversi livelli dei processi di conoscenza, può consentire di ipotizzare un futuro più flessibile adattamento del soggetto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.