Ambiti di intervento

Ogni patologia che viene seguita dalla Dott.ssa Modica, segue un preciso protocollo, secondo l’ottica cognitiva costruttivista complessa.

I nomi scelti dal Prof. Tullio Scrimali, direttore della scuola di specializzazione Aleteia e autore dei protocolli, sono legati a specifici personaggi della mitologia e alla sofferenza che li ha caratterizzati:

 

 

 

GALATEA: DISTURBO DEPRESSIVO

SISIFO: DISTURBO OSSESSIVO

DEDALO: DISTURBO D’ANSIA

DIONISIO: DIPENDENZA DA ALCOOL

EOLO: DISTURBO BIPOLARE

TANTALO: ANORESSIA

LUCULLO: BULIMIA

ENTROPIA: SCHIZOFRENIA

 

Ogni protocollo prevede una presa in carico completa del paziente e un intervento a livello tattico e a livello strategico.

Perché usare i protocolli:

- fasi ben specifiche, che vengono esposte al cliente

- tempi e step da seguire ma scelti e valutati con il cliente

- specifica psicoeducazione, caratterizzata da dispense che vengono fornite

- spiegazione e acquisizione di nuove tecniche di coping e di problem solving

- utilizzo di tecniche cognitive

- utilizzo di tecniche comportamentali

Sono inoltre previsti:

- colloqui con i familiari e le persone significative (se presenti e se necessario)

- lavoro domiciliare,

- ricognizione del social network,

- riscrittura dei programmi della mente,

- autoregolazione emotiva e cognitiva (Mindfulness)

- migliorare la percezione del corpo attraverso Biofeedback, Psychofeedback, e Neurofeedback.

- analisi e modifica del dialogo interno,

- istituire un’attitudine metacognitiva e far auto-osservare il dialogo interno,

- analisi e modifica dei processi iconici di rappresentazione interna della realtà.

- Skill Training

- Implementazione neuropsicologica: risulta utile attuare un training di “Attenzione e concentrazione” per implementare tali funzioni.

- Analisi e riscrittura della narrativa: La narrativa si struttura progressivamente, durante la storia di sviluppo di ogni singolo individuo. Bettelheim sottolinea come una serie di interrogativi si affacciano alla mente del cucciolo dell’uomo quali: chi sono?, cosa devo diventare?, da dove vengo?...il bambino, turbato da questi interrogativi, si chiede se può far conto su influenze benevole, da parte della realtà, per uscire da una simile situazione di indeterminazione e, in particolare, ricorre ai genitori quali fonti di certezza e sicurezza. Alcuni così iniziano a costruire una storia positiva, altri invece, si immettono in una storia popolata da incertezze, fantasmi, che accentuano in senso di caos. La narrativa personale di ogni individuo è costantemente condizionata dall’esperienza attuale di vita e dallo stato in corso del processo di identità.

Nella schizofrenia, si assiste a una evidente e drammatica disgregazione delle competenze narrative della mente e, pertanto, uno degli obiettivi cruciali del processo terapeutico dovrà essere costituito dalla ricostituzione e dalla riattivazione della narrativa personale del paziente.

Una struttura nervosa che svolge un ruolo rilevante nella dinamica del processo narrativa sarebbe, per Siegel, l’ippocampo, tuttavia, i processi narrativi coinvolgono numerose altre strutture dei due emisferi. L’emisfero destro fornirebbe immagini e scenari di base per le storie da narrare, mentre l’emisfero sinistro attuerebbe una sua elaborazione logica e lineare in grado di permettere la comunicazione agli altri umani delle storie personali.

Riferimenti bibliografici: Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Cognitiva - Aleteia

http://www.aleteia.it/wb